La sicurezza dietro un’etichetta
di Claudia Imperato
Nella vita quotidiana siamo circondati da prodotti chimici che ci aiutano nelle più disparate situazioni: dai prodotti per la pulizia della casa, ai prodotti vernicianti, ai disinfettanti, agli insetticidi, ai cosmetici.
Non tutti i consumatori, però, sanno che dietro ad un prodotto da scaffale, e che scelgono per una specifica necessità, c’è un sistema europeo e nazionale finalizzato alla corretta gestione delle sostanze chimiche e alla tutela della salute.
È necessario che il consumatore conosca e sappia utilizzare gli strumenti che gli vengono messi a disposizione, per scelte più consapevoli.
A tutela del consumatore, infatti, è stato istituito un sistema di controllo a livello europeo (Commissione Europea ed ECHA, Agenzia europea per le sostanze chimiche) e a livello nazionale (Ministero della Salute e ISS, Istituto superiore di sanità), inteso come un insieme di azioni volte alla riduzione progressiva di sostanze chimiche pericolose e al loro corretto utilizzo. L’uso improprio e l’eccessiva esposizione a questi prodotti possono purtroppo determinare danni per la salute come avvelenamenti, effetti avversi, e patologie connesse.
In tema di sicurezza dei prodotti chimici, i due atti di riferimento in Europa sono il regolamento REACH (Registration, Evaluation and Authorisation of Chemicals) e il regolamento CLP (Classification, Labelling and Packaging), che sono le cosiddette “norme orizzontali”, la cui applicazione si integra organicamente con le normative specifiche di prodotto.
Il Regolamento (CE) N. 1907/2006 (REACH) definisce le regole fondamentali per una commercializzazione e, di conseguenza, per un utilizzo più sicuro e controllato delle sostanze chimiche, attribuendo all’intera filiera produttiva (fabbricanti, importatori, distributori e utilizzatori industriali/professionali) la responsabilità di dimostrare la sicurezza dei propri prodotti.
Il Regolamento (CE) N. 1272/2008 (CLP), invece, stabilisce quelli che sono i criteri per la classificazione di sostanze e miscele, le norme per etichettatura ed imballaggio, quindi la trasmissione chiara dei pericoli a lavoratori e consumatori.
Queste brevi definizioni, ben note alla stragrande maggioranza delle aziende che operano nel settore chimico, racchiudono un concetto fondamentale: assicurare un elevato livello di protezione della salute umana e dell’ambiente senza eliminare le sostanze chimiche, ma semplicemente rendendole più sicure.
Le informazioni che si ricavano dall’applicazione dei regolamenti citati si traducono in documenti di sicurezza, come le etichette i cui destinatari sono proprio i consumatori.
Che si tratti di un prodotto detergente o di un biocida, ovvero un prodotto chimico pericoloso ai sensi del regolamento CLP, l’etichetta deve essere sempre presente. È lo strumento attraverso il quale vengono comunicati al consumatore i pericoli legati all’uso e i comportamenti da assumere quando utilizzano il prodotto.
Le etichette hanno elementi specifici e comuni, tra cui:
· Informazioni dettagliate del fornitore;
· identificatori del prodotto (es. nome commerciale);
· pittogrammi di pericolo – una grafica romboidale con bordo rosso al cui interno è presente un simbolo (es. fiamma) per comunicare informazioni specifiche sul pericolo in questione;
· avvertenze - una singola parola che segnala un potenziale pericolo e gravità (PERICOLO, per categorie di pericolo più gravi o ATTENZIONE, per categorie di pericolo meno grave);
· indicazioni di pericolo - frase che descrive la natura del pericolo e, nel caso, il grado di pericolo;
· consigli di prudenza - una frase che descrive le misure raccomandate per ridurre al minimo o prevenire gli effetti nocivi dell'esposizione a una sostanza o miscela pericolosa, conseguente al suo impiego o smaltimento.
Per far fronte ai casi di avvelenamento in ambito domestico, da alcuni anni è stato introdotto un elemento aggiuntivo in etichetta, ovvero il codice UFI (Identificatore unico di formula).
Si tratta di un codice alfanumerico di 16 caratteri utile ai Centri Antiveleni (CAV) per identificare in maniera univoca le miscele pericolose in casi di emergenza ed intervenire in maniera puntuale.
In Italia sono presenti 10 CAV attivi 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, a cui rivolgersi in casi di avvelenamento certo o sospetto: https://preparatipericolosi.iss.it/cav.aspx
Se da un lato è responsabilità delle imprese che immettono sul mercato un prodotto chimico (detergente, pittura, ecc.) garantirne la sicurezza d'uso anche trasmettendo attraverso l'etichetta le informazioni necessarie per raggiungere questo obiettivo, il consumatore deve comunque saper leggere, capire e mettere in pratica le indicazioni per manipolare il prodotto in maniera sicura, senza sottovalutarla.
In conclusione, dietro l’etichetta c’è un grande lavoro di sinergia tra le imprese, che si impegnano e lavorano per star dietro ai numerosi regolamenti e rispettivi obblighi, per immettere sul mercato prodotti sicuri e produrre documentazioni corrette, ed autorità che con programmi annuali monitorano la corretta applicazione dei regolamenti.