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Il Blog della Società Italiana di Tossicologia (SITOX) è dedicato sia ai Soci della Società che ai cittadini tutti, indipendentemente dal grado di competenza nelle materie tecnico-scientifiche. In questo blog si ritroveranno informazioni aggiornate, indipendenti e certificate relative a stili di vita, alimentazione, ambiente, ed impatto sulla salute della popolazione delle sostanze a cui è esposta.

Tutti i contenuti pubblicati sono frutto della collaborazione dei membri del gruppo Comunicazione della SITOX con Esperti selezionati in base alla tematica da affrontare.

24 marzo 2025 - Ambiente e salute
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Quando la natura si risveglia e il sistema immunitario reagisce

di Rossella Gemma

Con l’arrivo della primavera, l’esposizione ai pollini atmosferici aumenta in modo significativo, portando a una crescita delle manifestazioni allergiche nella popolazione sensibile. La rinite allergica stagionale, comunemente nota come febbre da fieno, è una delle forme più diffuse di ipersensibilità immediata, caratterizzata da una reazione esagerata del sistema immunitario nei confronti di antigeni inalati, prevalentemente pollini di alberi, graminacee ed erbe infestanti. Questa risposta è mediata da immunoglobuline di tipo E (IgE) che stimolano il rilascio di istamina e altre sostanze infiammatorie, provocando sintomi caratteristici.

 

Le allergie primaverili possono manifestarsi in modi diversi e con intensità variabile. I sintomi più comuni includono starnuti frequenti, prurito a naso, occhi e gola, lacrimazione e arrossamento oculare, congestione e secrezione nasale e, nei casi più gravi, tosse e respiro sibilante. Per alcuni individui, l’esposizione ai pollini può aggravare condizioni preesistenti come l’asma, aumentando il rischio di crisi respiratorie e rendendo necessario un monitoraggio più attento dei sintomi.

 

L’ambiente gioca un ruolo cruciale nelle reazioni allergiche stagionali, e la tossicologia ambientale ha evidenziato come l’inquinamento atmosferico possa aggravare le risposte immunitarie agli allergeni. Particolato fine (PM10 e PM2.5), ossidi di azoto e ozono possono interagire con i pollini, alterandone la composizione e rendendoli ancora più irritanti per le vie respiratorie. Questi inquinanti non solo intensificano la sintomatologia, ma possono anche favorire lo sviluppo di nuove sensibilizzazioni allergiche, aumentando la suscettibilità della popolazione.

 

Per ridurre il disagio causato dalle allergie primaverili è importante adottare alcune strategie che aiutino a limitare il contatto con i pollini. Seguire i bollettini pollinici può essere utile per sapere quando la concentrazione nell’aria è più elevata e quindi evitare di uscire nelle ore più critiche. Restare al chiuso nelle giornate particolarmente ventose o asciutte può ridurre l’esposizione agli allergeni e, per mantenere gli ambienti domestici più salubri, è consigliabile chiudere le finestre e utilizzare filtri antipolline nei condizionatori. Anche alcune abitudini quotidiane possono fare la differenza, come cambiarsi d’abito e lavare i capelli dopo essere stati all’aperto, per eliminare eventuali residui di polline. Indossare occhiali da sole aiuta inoltre a proteggere gli occhi dall’irritazione dovuta al contatto con i pollini sospesi nell’aria.

 

Se i sintomi diventano particolarmente fastidiosi o impattano sulla qualità della vita, è possibile ricorrere a diverse opzioni terapeutiche. Gli antistaminici bloccano l’azione dell’istamina riducendo sintomi come prurito e starnuti, mentre i decongestionanti possono alleviare la congestione nasale ma devono essere utilizzati con moderazione per evitare effetti collaterali indesiderati. I corticosteroidi nasali sono particolarmente efficaci per controllare l’infiammazione locale e risultano utili nei casi di sintomi persistenti. Nei pazienti con allergie più severe, l’immunoterapia specifica, basata sulla somministrazione controllata dell’allergene per indurre una tolleranza immunologica, può rappresentare una soluzione a lungo termine.

 

Anche la tossicologia svolge un ruolo fondamentale nella gestione delle allergie stagionali, poiché i farmaci utilizzati per il trattamento devono essere sicuri ed efficaci. Alcuni antistaminici di prima generazione, per esempio, possono causare effetti sedativi indesiderati, mentre quelli di seconda generazione offrono un profilo di sicurezza migliore. Inoltre, è importante considerare le possibili interazioni tra farmaci antiallergici e altre terapie in corso, specialmente nei pazienti con patologie croniche.

 

Le allergie primaverili rappresentano una sfida per molte persone, ma con un’adeguata strategia di prevenzione e un trattamento mirato è possibile ridurre in modo significativo l’impatto dei sintomi sulla vita quotidiana. È sempre consigliabile consultare un allergologo per una diagnosi precisa e un piano terapeutico personalizzato.

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